La Toxoplasmosi

La Toxoplasmosi è una malattia causata dal protozoo Toxoplasma gondii in grado di infettare diverse specie animali tra cui l’uomo.

Il gatto è l’ospite definitivo poiché il parassita si replica nel suo intestino e viene eliminato con le feci sotto forma di oocisti le quali, per essere infette, devono sporulare nell’ambiente esterno in condizioni adeguate di temperatura ed umidità.
L’eliminazione delle oocisti avviene per 1-3 settimane e rimangono infestanti per circa 4 mesi nelle acque e nel terreno ed anche un anno se al riparo dalla luce diretta del sole.
Il gatto si contagia attraverso l’ingestione di ospiti intermedi come volatili e roditori o carni crude o poco cotte infette.
I segni clinici sono caratterizzati da letargia, inappetenza, infiammazioni multi organo, segni oculari (uveite, corioretinite), vomito e diarrea, sintomi neurologici.
Nei gattini l’infezione trans-placentare può dare aborto o malattie congenite.

La diagnosi di Toxoplasmosi si basa sull’osservazione della sintomatologia clinica, sui test sierologici e sulla PCR.

Rischi per la salute dell’uomo

L’uomo può infettarsi attraverso il consumo di carni crude o poco cotte, insaccati o verdure crude dove sono presenti oocisti sporulate.

Negli adulti sani la Toxoplasmosi si manifesta con sintomi aspecifici, transitori ed autolimitanti in 1-12 settimane quali inappetenza, debolezza, linfoadenomegalia; negli immunodepressi può dare febbre, problemi oculari, neurologici e spesso è necessario ricorrere ad un trattamento antibiotico.
L’infezione da Toxoplasma determina la produzione di anticorpi e linfociti specifici tali da difendere il soggetto per tutta la vita da eventuali recidive.

La Toxoplasmosi assume un ruolo importante durante la gravidanza quando una donna incinta si infetta per la prima volta, soprattutto nelle prime settimane, poiché il protozoo può passare per via trans-placentare al feto e dare aborto o problemi congeniti.

I gatti domestici raramente rappresentano una via di contagio in quanto vengono generalmente alimentati con cibi commerciali, diversamente dai randagi che hanno la possibilità di uscire all’aperto e di ingerire carne infetta.

Durante la gravidanza è comunque bene seguire alcune accortezze quali:

  • Dar da mangiare al gatto solo cose cotte o cibo commerciale (crocchette, scatolette)
  • Pulire quotidianamente la lettiera con dei guanti (evitare di far sostare le feci nella sabbia in modo che non sporulino)
  • Non adottare nuovi gatti randagi o di cui non si conosce la storia clinica durante il periodo della gravidanza, ma di rimandare a dopo la nascita del bambino
  • Cercare di tenere in casa il proprio gatto
  • Alimentarsi solo con cibi cotti e lavare bene le verdure con acqua e bicarbonato o Amuchina

Per qualsiasi ulteriore informazione chiedere consiglio al veterinario.